Sabato 17 ottobre 2026, alle ore 17, il Castello di Fumone inaugura una mostra dedicata all’universo artistico di Fausto Roma, a cura di Irina Machneva Mota e Giulio de Paolis, con due percorsi complementari, IN OGNI SENSO, TUTTI I SENSI e L’ISOLA CHE NON C’È, mettendo in dialogo installazione, percezione sensoriale e immaginazione pittorica. Al centro della mostra – si legge nel comunicato stampa – si trova l’isola, intesa non soltanto come luogo geografico, ma come spazio interiore, rifugio e territorio di libertà. Un luogo separato dal mondo circostante, capace di evocare memorie, desideri e possibilità ancora inesplorate. Arroccato sulla sommità del monte, circondato da antiche mura e lontano dal mare, il Castello di Fumone diventa parte integrante di questa riflessione: un’isola di pietra e aria, sospesa sopra il paesaggio. La sua architettura, con passaggi e sale raccolte, accoglie e connette i diversi universi della mostra.
Nel Passaggio di Ronda, con l’installazione IN OGNI SENSO, TUTTI I SENSI Fausto Roma presenta sette installazioni sensoriali ispirate alle sette isole dell’arcipelago eoliano. Profumi, suoni, vento, semi, sale e sabbia vulcanica evocano paesaggi e atmosfere, mentre le basi a specchio suggeriscono la presenza dell’acqua. Il visitatore è invitato a vivere queste installazioni attraverso il corpo e i sensi, lasciando che ricordi e associazioni personali completino l’esperienza.
Nella Sala della Sperimentazione, L’ISOLA CHE NON C’È, l’artista ceccanese apre invece le porte a geografie immaginarie. Per circa due anni, Fausto Roma ha dipinto quasi duecento isole inesistenti, dando forma a paesaggi interiori indipendenti da qualsiasi riferimento cartografico. L’immaginazione ha preceduto la geografia: le opere non rappresentano luoghi da raggiungere, ma mondi autonomi generati attraverso la pittura.
Nato a Ceccano nel 1955 e attivo nel campo dell’arte dal 1977, Roma sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa pittura, scultura, ceramica e design. La sua pratica è caratterizzata dalla sperimentazione e dalla libertà di muoversi tra linguaggi e materiali, con la curiosità di chi considera la creazione un processo aperto, capace di superare confini e regole prestabilite. Come l’Isola che non c’è di Peter Pan, questi paesaggi custodiscono la possibilità di immaginare senza limiti.
La mostra sarà visibile fino a gennaio 2027

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