
Un intreccio culturale viscerale tra le terre di Oreste Sindici, compositore dell’inno colombiano.
Il Cumbia Maconda Festival ha suggellato il legame tra la città di Ceccano e la Repubblica di
Colombia, nell’ordine terre di origine e di adozione di Oreste Sindici, compositore delle musiche
dell’inno nazionale colombiano. Workshop, talk, musica e scambio culturale con l’America Latina, a
partire dalla Colombia e dalla cultura della cumbia, sono stati al centro dell’evento organizzato
dall’Amministrazione comunale il fine settimana scorso nel parco di Castel Sindici.
È la perla conclusiva del format “Vibrazioni – Le Feste di Ceccano”, realizzato con il contributo
della Regione Lazio e la direzione artistica di Giuliano Gabriele in seno al programma “Ceccano
Estate”. Sul palco, ai piedi dello splendido maniero neogotico, si sono esibiti e scatenati grandi
musicisti: Super Cumbia y la liga de la alegria, Le Cumbinate, Ancestros & Cegufolk e DJ NÏAMAflor.
«Finalmente – commenta il sindaco, Andrea Querqui – abbiamo avvicinato culturalmente le terre
che condividono la storia di Oreste Sindici, figlio illustre della nostra città e padre dell’inno nazionale
colombiano. Del festival ne hanno parlato anche in Colombia, con le cui istituzioni intratteniamo
ormai rapporti in vista di patti d’amicizia che sanciscano quello che è già un legame naturale».
«L’Amministrazione comunale – ricapitola il primo cittadino – ha già partecipato da remoto alla 139ª
Commemorazione dell’inno nazionale colombiano, svoltasi a Nilo, dove Sindici compose l’inno e, oltre
a un parco, è ormai nato anche un museo in sua memoria. Sono stato anche invitato a prendere
parte di persona a gennaio all’inaugurazione del “Museo Oreste Sindici”. Con l’omonima
associazione ceccanese si lavora anche per rilanciare il premio di composizione in chiave
internazionale e creare legami con la capitale Bogotá, suggellati da questo straordinario festival».
«Cumbia Maconda Festival – ne parla Alessandro Ciotoli, assessore alle Politiche Culturali – è stata
la scommessa più azzardata di tutta l’estate. Avevo da tempo la voglia di collaborare con Giuliano
Gabriele, che oltre a essere uno degli artisti italiani più importanti nell’ambito della musica popolare
è anche un bravissimo creatore di format. Basti pensare a Tarantelliri. Quando abbiamo parlato ed
è uscita fuori la connessione con la Colombia, il passaggio alla cumbia è stato una folgorazione».
«Si parla da anni – ricorda l’assessore Ciotoli – del rapporto tra Ceccano e la Colombia grazie a
Sindici, ma non di quale sia la cultura colombiana, che ha introdotto un genere musicale come la
cumbia, radice di tutta la cultura sudamericana, perché fonde cultura nativa, cultura africana e
cultura europea, ma anche scrittori fondamentali come Gabriel García Márquez e Álvaro Mutis. Da qui la scintilla, una scommessa vinta su tutti i fronti: qualità degli artisti e successo di pubblico, ma soprattutto l’allegria in una due giorni magica e memorabile, in attesa della prossima edizione».
Il festival chiude una serie di manifestazioni costruita attorno alla patronale Festa di San Giovanni in
piazza 25 Luglio. Si sono svolte da giugno negli altri luoghi simbolici: XVIII Festival Francesco Alviti
in piazza San Giovanni, Concerto di Musica Barocca nella biblioteca “De Sanctis”, UttriFest alla Villa
comunale, Candlelight e “Ulisse e l’occhio della maga Circe” all’Hortus Conclusus, nonché Periferie,
Concerti al Tramonto e Cumbia Maconda Festival tra Castel Sindici e Santuario di Maria a Fiume.
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