Secondo le indagini il rogo si sarebbe sviluppato da un cumulo di rifiuti abbandonato nei pressi di un’abitazione e si sarebbe poi propagato per il terreno circostante arrivando a bruciare oltre 3000 metri quadrati di vegetazione. I Carabinieri forestali erano intervenuti nel territorio di Ceccano dopo che i Vigili del Fuoco e la Protezione civile avevano avuto ragione delle fiamme. Ci sono voluti alcuni giorni per ricostruire l’accaduto e al termine delle indagini i carabinieri hanno denunciato il proprietario del terreno e dei rifiuti per incendio colposo di vegetazione non boschiva e per deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi. Per il primo reato, il codice prevede la possibilità di una condanna da 1 a 5 anni, mentre per il secondo un ammenda che può arrivare fino a 18 mila euro. L’indagato naturalmente avrà tutte le possibilità di far valere le sue ragioni di fronte al giudice.

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