Di Anna Elisa De Santis

La vita in musica,
la sua con noi attraverso
pregiudizi, ingiustizie,
schianti
nella ribellione al tempo
che decide di ognuno
chi è,
ma non chi era.
Le note di Francesco
erano già il futuro,
il domani
visto da lontano.
Erano il presente,
la gioia mite
la rabbia lucida,
il rispetto del dubbio
con lui,
che conosceva
il fondo
e salutava il vino,
quello semplice,
senza titoli né emblemi,
sul legno grezzo del palco.
Confuso ai giorni d’amore,
non se ne va,
si affianca
ai pensieri di libertà,
alla saggezza che non muore.
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