Bisogna guardare all’avvenire aprendo il cuore, l’anima e l’intelligenza ai fenomeni moderni, considerarli con fiducia e con serenità, muoversi con il progresso e le esigenze dei tempi nuovi, conservando, però, della tradizione quello che è vivo – come l’albero in primavera fiorisce ogni volta, e conserva intatte le proprie radici -, quello che c’è di buono, di bello e di sano, contemperando e fondendo ogni elemento meritevole del nuovo e dell’antico per un sempre maggiore progresso, per l’elevazione sociale, civile e morale di ogni categoria di persone
Così Paolo VI si rivolgeva ai ferentinati nella loro cattedrale il 1 settembre 1966. Lo ricordiamo oggi, 6 agosto, nell’anniversario della sua morte, avvenuta il 6 agosto 1978

Se l’avessimo ascoltato…
Quel discorso può essere ascoltato e letto qui
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