Il 27 gennaio del 1945, 81 anni fa, alle ore 11,54, le truppe sovietiche entravano nel Lager di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore di quanto era accaduto. Di fronte a quei cancelli e alle milioni di vittime che si sono drammaticamente spente al loro interno, tutti sono chiamati ad inchinarsi profondamente, nell’intimo, davanti alla innumerevole schiera di coloro che hanno sofferto e sono stati messi a morte per un meschino desiderio di potenza; ci viene chiesto un atteggiamento di silenzio ma anche di attiva partecipazione. La Giornata della Memoria non ha come compito quello della commiserazione delle vittime, non chiede un atteggiamento compassionevole: la Shoah è un’enorme questione politica e antropologica. Politica, perché pone il problema di come un popolo civilizzato abbia scientemente deciso di eliminarne un altro. Antropologica, perché rappresenta una cesura, una rottura nella civiltà occidentale. Per queste ragioni, la Rete delle Associazioni coordinata dalla Proloco di Ceccano, su iniziativa dell’Azione Cattolica, associazione territoriale Tommaso Bartoli, e dell’Associazione Cultores Artium, hanno organizzato, insieme al Santuario, un confronto storico in cui la memoria della Shoah aiuta a comprendere l’importanza del ricordo di quello che è accaduto nella nostra città. Interverranno Angelino Loffredi che traccerà un quadro della ricostruzione post bellica fino al dicembre del 1945, mentre Matteo Limongi affronterà il tema della banalità del male, per capire come anche nel nostro territorio ci siano state le nefaste conseguenze delle leggi razziali. Il dibattito avrà inizio alle 16,45 di martedì 27 gennaio, nel salone parrocchiale di S. Maria a fiume a Ceccano.

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