Erano 5 o 6 ad ascoltarlo all’inizio, sono poi diventati centinaia: gli amici di Riccardo Pizzuti avevano portato lì i loro motorini, le macchinette, per fare sentire al loro amico scomparso la presenza e l’amicizia di una vita, con il rombo dei motori, la passione di Riccardo. Armando Giovannone, il vicecomandante della Polizia Municipale di Ceccano, pur non essendo in servizio, è andato anche lui, lì nel piazzale della chiesa di S. Maria a fiume a Ceccano, strapiena di gente, per l’ultimo saluto a Riccardo, morto nello schianto della sua auto contro il guardrail della strada ASI. Se li è trovati di fronte, quei ragazzi che incontra ogni giorno sulla strada, e ha parlato come fosse stato il padre di tutti quei giovani: Riccardo mancherà a tutti, non soltanto ai suoi genitori , devastati da un dolore indicibile, ma alla società intera, che si è vista privata di un giovane che tanto avrebbe potuto fare con il suo lavoro e le sue capacità. Fate attenzione: non è un video gioco che possiamo far ripartire all’infinito. La vita è una soltanto, ci è stata donata ed è preziosissima, proprio perché è unica. Non è possibile farsela strappare per una sciocchezza, per il brivido di un momento. Nelle prossime settimane voi continuerete a vivere la vostra esistenza, come sempre, andrete al veglione di capodanno, festeggerete insieme, ma Riccardo, che io considero come un figlio, non ci sarà più. Fate attenzione, vi parlo come un padre, come un nonno, anzi. Pensate al dolore che genera una morte di questo genere. Pensateci!

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