Abbiamo chiesto per iscritto informazioni sui soldi che la ditta appaltatrice deve al comune ma nessuno ci ha risposto. Si tratterebbe di oltre un milione di euro, a fronte della quale la ditta avrebbe proposto un versamento di 450 mila euro, una specie di transazione. Nessuno risponde alle nostre richieste di chiarimenti, denunciano al prefetto i consiglieri Mariangela De Santis, Emanuela Piroli, Andrea Querqui, Emiliano Di Pofi, che, a Palazzo Antonelli, rappresentano l’opposizione. In un comunicato stampa scrivono: In data 24 settembre, abbiamo presentato una interrogazione urgente a risposta scritta in merito alla gestione del servizio di raccolta differenziata e di igiene pubblica, chiedendo chiarimenti in relazione allo stato della verifica di conformità finale dell’appalto cessato, oltre che in ordine alla somma di 450.000 € inserita in bilancio a titolo di ricavi pregressi. Somma a mezzo della quale venivano mantenuti gli equilibri di bilancio nonostante, in sede di presa d’atto della ricognizione di debito, fosse stato espressamente specificato che la stessa non fosse attualmente esigibile oltre che soggetta ad una dilazione non meglio specificata. Per questo i consiglieri comunali hanno chiesto l’intervento del prefetto Liguori.

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Quando una posta è messa in bilancio deve essere veritiera ed esigibile e non solo per fare la quadratura contabile, bene l’interrogazione scritta.