Non se ne sa nulla. Nel novembre del 2022 le analisi dell’Arpa stabilirono che i pozzi di via Marano, a Ceccano, nel raggio di 500 metri dal ponte autostradale, erano inquinati da cloroformio, presente nell’acqua in misura 100 volte superiore al massimo previsto dalle norme. Soltanto 6 mesi dopo il prelievo, nell’aprile del 2023, palazzo Antonelli emetteva un’ordinanza con il divieto di utilizzare l’acqua neppure per innaffiare cetrioli e pomodori. E qui proseguirono le singolarità della vicenda, dopo il ritardo incredibile nelle comunicazioni dell’inquinamento così pesante. L’ordinanza infatti non veniva neppure diffusa tra la popolazione, che apprendeva della vicenda dai social. Da quel momento, un anno e mezzo fa, silenzio totale. Nessuna informazione alle famiglie, orti tranquillamente innaffiati con acqua che potrebbe essere ancora inquinata, animali che si abbeverano con l’acqua di quei pozzi. Sarebbe importante per la tranquillità di tutti se Palazzo Antonelli rispondesse ad alcune domande che i cittadini si pongono. L’ordinanza è ancora in vigore? Sono state condotte altre indagini? Con quali esiti? Il comune ha chiesto ad Arpa Lazio di approfondire le cause dell’inquinamento? C’è un piano di comunicazione della situazione alla popolazione?

Intanto Ceccano 2030, che ha il merito di sollevare nuovamente la questione, attacca a testa bassa l’amministrazione comunale con un lungo comunicato che potete leggere qui
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