Ci ha lasciati dopo una lunga malattia, che l’aveva costretto ad abbandonare le sue passioni: il calcio, supertifoso della sua Juve, ma anche arbitro della FIGC e del Centro Sportivo, e la musica, con la sua partecipazione a tutti i concerti del coro Josquin Des Pres e al suo servizio liturgico in tante chiese del territorio. Italo Reali, già direttore della Cassa di Risparmio di Roma, era una personalità poliedrica. Per diversi anni sono stato suo compagno di uscite in bicicletta: sono sempre stato una mezza schiappa sulle due ruote e lui mi accompagnava con i suoi consigli, dandomi il tempo e sfidandomi ad affrontare percorsi, che forse da solo non avrei fatto mai. Le passeggiate in bici con lui erano una sorta di flusso di coscienza: parlava di tutto, trasformava quei lunghi percorsi in processioni solenni al canto del Tantum Ergo. Guarda, la gente si affaccia per vedere la processione, diceva a me, divertito da questa sua esuberanza, capace di scherzare gioiosamente anche con le parole di S. Tommaso d’Aquino, come anche sui ricordi della sua esperienza di chierichetto con le diverse caratteristiche dei preti cui andava a servire messa. Ogni persona che incontravamo era l’occasione di una battuta scherzosa, qualche volta anche in simpatico contraddittorio. Da lui ho imparato tanto. Grazie, Italo, di essermi stato amico caro. Chi vorrà tributargli l’ultimo saluto terreno, potrà farlo martedì 10 settembre, alle ore 10,30 nella Chiesa di S. Nicola, a Ceccano, dove lui per tanti anni è stato organista nella prima messa della domenica mattina. Arrivederci, caro Italo.

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