di Alessandro Ciotoli
Dopo una settimana così intensa, e una giornata di riflessione, bisogna dire delle cose. L’Edizione 19 del DFF è andata oltre le aspettative di tutti, anche di noi stessi, anche mie, che di solito sono sempre ottimista ma stavolta un briciolo di paura c’era. Abbiamo portato oltre mille spettatori nelle sei serate al Dream Cinema, con l’apoteosi finale delle oltre 600 persone in piazza per il concerto finale insieme al Festival Francesco Alviti. Già, Ceccano negli ultimi 20 anni ha prodotto due grandi eventi che escono dai confini, che attirano persone da ogni angolo del mondo, che esprimono creatività, talento, solidarietà, amore: il DFF e il Festival Francesco Alviti. Era giusto, in un’annata in cui chi governa tiene ai margini chi non si allinea, chiudere insieme con una grande festa internazionale nel cuore della città, a pochi passi dal Comune e su una piazza che è diventata più motivo di discordia che di affetto. Grazie a Pietro Alviti e Vittoria D’Annibale, di cuore, per avere condiviso questo spazio.
Abbiamo portato oltre 20 ospiti da ogni parte del mondo, gestiti con un terzo del budget di un anno fa, e nessuno ha notato la differenza, anzi, vista la collaborazione con Jolly Auto che ci ha fornito auto elettriche per i trasporti si è notato anche un aumento di professionalità.
Ci siamo trasferiti dal Cinema Antares, casa nostra, alla Sala 7 del Dream Cinema, e questa cosa, che temevamo, si è trasformata in un diluvio di complimenti da parte degli spettatori, vecchi e nuovi, perché la qualità dell’esperienza visiva è salita moltissimo, e ovviamente anche dei registi e degli autori, che sono stati felici della qualità con cui abbiamo mostrato le loro opere al pubblico. Vero che parliamo di strutture costruite in epoche diverse e con criteri diversi, ma sarebbe un gap colmabile se solo si credesse nelle potenzialità dell’Antares, invece di usarlo come specchietto per le allodole.
La politica, l’Amministrazione comunale principalmente, dovrebbe capire che le pacche sulle spalle, i selfie, le promesse, valgono il tempo di un battito di ciglia. La concretezza, la visione, le idee per il bene collettivo, sono tutt’altra cosa, e noi in questo momento storico queste le qualità le abbiamo in molti luoghi, ma non sul “ponte di comando”.
Per questo abbiamo chiuso in piazza, nel cuore di Ceccano. Abbiamo dato vita a una festa a costo zero, portando tutti gli ospiti del DFF a festeggiare e sentire le note bellissime dell’Amaseno Harmony Marching Band e della Boinas Verdes Marching Band di El Salvador, per suggellare che il Dieciminuti Film Festival è Ceccano, rappresenta Ceccano nel mondo e le dona una dignità che tante scelte politiche scellerate le hanno invece tolto.
Lo abbiamo dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, anche quella sera, e lo abbiamo dimostrato con l’amore, e con il sorriso. Siamo felici di come sia andato questo festival, è stato bello, davvero, e non perché lo abbiamo organizzato noi, ma perché se lo sono goduto tutti, perché è di tutti, anche di quelli che non lo capiscono.
I ringraziamenti adesso li faremo sui nostri canali ufficiali, perché è giusto così, sul mio spazio però ringrazio ogni singola persona di IndieGesta, che ha reso possibile questo ennesimo miracolo, cerco sempre di abbracciarli uno ad uno, lo faccio anche qui, perché questa pazza famiglia allargata, quando si riunisce, è la migliore per distacco a fare casino.

per restare aggiornati, gratuitamente, inserire la mail
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Grazie Alex e grazie Peter, la cultura non abita in questa amministrazione comunale, la cultura ci rende liberi, ci fa riflettere, ci da la capacità di critica e un senso alla vita.
La serata dei festival ha riempito davvero il cuore di gioia. La competenza, la professionalità e la collaborazione possono fare davvero grandi cose . Ben vengano quindi associazioni, comitati che nella politica potrebbero solo arricchire il dialogo, il confronto, esporre i problemi, punti di vista e proporre soluzioni diverse. Il benessere e l’ arricchimento culturale di una comunità non può esistere nell’indifferenza di coloro che sono chiamati a gestire l’interesse pubblico.