Lo aveva già deciso la Regione nel 2022: ora nel piano annuale della Asl di Frosinone, appena approvato dai sindaci, il S. Maria della Pietà di Ceccano figura ancora come ospedale di comunità, destinato a pazienti che necessitano interventi sanitari di media/bassa intensità clinica, e per degenze di breve durata, a gestione prevalentemente infermieristica, così da contribuire a una maggiore appropriatezza delle cure e determinare una sostanziale riduzione di accessi impropri negli ospedali generali. Lo si apprende da notizie di stampa che rendono noto che gli altri ospedali di comunità sorgeranno ad Anagni, a Frosinone, nell’Umberto I, ad Isola del Liri, a Cassino, al Gemma de Posis, e a Pontecorvo. Questa rete di ospedali di comunità sorgerà a supporto dei tre ospedali generali, a cominciare da quello di Frosinone che raddoppierà con la realizzazione di un nuovo edificio di 4 piani, unito con un ponte a quello esistente. Dovrebbe offrire altri 200 posti letto. Analogo ampliamento all’ospedale di Cassino. Inoltre saranno realizzate 17 case di comunità ad Anagni, Paliano e Fiuggi, Frosinone, Ceprano, Amaseno e Ferentino, Sora, Isola del Liri, Atina ed Arpino, Monte San Giovanni Campano, Aquino e San Giorgio a Liri e Pontecorvo. Le case di comunità, dice il piano nazionale, sono il luogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Le Case di Comunità sono il primo elemento di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario pubblico. Comprendono, quindi, un punto di accoglienza e di orientamento, ma soprattutto vogliono essere il luogo in cui il cittadino trova risposte adeguate alle sue esigenze sanitarie o sociosanitarie, con particolare attenzione per i soggetti fragili e i pazienti cronici.
Il piano è stato approvato: la speranza è che non si tratti soltanto di un cambiamento di nomi.

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