C’erano i loro compagni di scuola, i fratelli e le sorelle, i cugini ma anche quelli che ne hanno soltanto sentito parlare: eravamo usciti tutti insieme da scuola. Era una sola stanza in cui la maestra teneva i bambini di più classi. Avevamo concluso la giornata mangiando quelle poche cose portate da casa e poi eravamo usciti, gridando per la gioia di tornare a casa. Un pezzo di strada insieme e poi me ne andai a casa. Appesi il grembiule alla sedia quando sentii lo scoppio. Capii subito che era successo qualcosa di grave ma i miei non mi fecero andare. Ci racconta uno dei compagni, con le lacrime che gli bagnano gli occhi. E un altro: io abitavo qua vicino, mi separai dal gruppo qualche minuto prima, sentii il botto e corsi a vedere ma i grandi non mi fecero avvicinare. I ricordi si affollano in quello spazio tra la strada e una moderna azienda, sulla Morolense. Le lacrime testimoniano della grande commozione a Ceccano, in contrada Callami, oggi pomeriggio alle 15. La Rete delle Associazioni di Ceccano, coordinata dalla Pro loco, ha voluto finalmente ricordare quei 5 bambini, uccisi dall’ordigno bellico dopo 7 anni dalla fine della guerra, era il 1° dicembre 1951, a testimonianza di come la guerra continui a colpire anche dopo l’armistizio. Il giorno dopo tutti i giornali titolavano sulla tragedia. Era facile imbattersi in ordigni inesplosi, ce ne sono ancora nella zona. I primi ad intervenire furono gli abitanti del luogo che, insieme ai carabinieri, cercarono di ricomporre i corpi dei bambini, che furono poi trasportati nella cappella del cimitero. Domani, sabato 2 dicembre, alle 11, nel cimitero monumentale, le Associazioni deporranno un fiore sulle tombe dei 5 bambini, mentre alle 17,30, nel santuario di Santa Maria, sarà celebrata una messa in suffragio di tutti i bambini vittime delle guerre.

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