di Gerardo Masi*

Leggo sui giornali che nell’ultimo consiglio comunale di Ceccano è stato presentato un “Piano di crescita urbana”; l’ho letto con entusiasmo data la condizione di sofferenza del bilancio preventivo a tre anni e la precaria situazione economica e demografica del paese. Debbo però constatare che trattasi solamente di una “ idea di futuro” espressa anche in modo frettoloso, mancante di un chiaro orizzonte temporale e senza un adeguato confronto con gli operatori economici eventualmente interessati. Comunque ogni idea che serva ad invertire la tendenza al declino della nostra città va accolta con favore, purché contenga una REALE ED IMMEDIATA capacità di attuazione, stante l’attuale situazione del paese.
Strade dissestate, edifici del centro storico in forte degrado strutturale (Palazzo Bovieri), segnaletica stradale e civica cancellata, piazze irriconoscibili, tratti del territorio privi di rete fognante, nuove costruzioni sorte senza il minimo rispetto dell’estetica e delle caratteristiche urbanistiche esistenti, scuole da ristrutturare; a ciò infine si aggiunge la preoccupante situazione economica e finanziaria. Il cittadino è stanco di sentirsi ripetere, ad ogni sua pur minima richiesta di intervento, la solita frase “non ci sono i fondi”. La risposta, invece, è nel RECOVERY FUND, unica vera e concreta possibilità. Parte di questi provvedimenti finanziari infatti, saranno diretti agli Enti locali, mediante progetti di minori dimensioni rispetto alle grandi città. Occorre certamente una funzionalità immediata da parte della struttura tecnica comunale, in grado di poter gestire i progetti e la relativa rendicontazione. Non possiamo permetterci di fallire questa occasione poiché per Ceccano questa sarà l’unica ed ultima e senza precedenti. Se non si lavora immediatamente, comuni come il nostro, più necessitati che altri, verranno penalizzati a favore di altre Amministrazioni più efficienti. Occorre quindi preparare progetti definitivi tecnicamente e dettagliati nei riferimenti finanziari ed economici. Si tratta questa volta di cogliere velocemente una occasione irripetibile, e su cui la classe politica ceccanese, spesso distratta da questioni di breve respiro, è chiamata a cimentarsi al fine di far uscire Ceccano dalle sacche dell’immobilismo.
Il recovery fund è davvero l’ultimo treno
*commercialista
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