di Elisabetta Cassese
Chi viaggia, soprattutto fuori dall’Europa (e con l’eccezione del Giappone), non può non averci fatto caso. Ovunque uno vada, per musei, dentro i bar, passeggiando per strada, la sensazione è quella di essere circondati principalmente da giovani. Che siamo un paese con una crescita demografica minima è ormai universalmente noto; lo sappiamo dai discorsi degli economisti, dalle difficoltà del nostro sistema pensionistico e persino dal fiorente mercato del lavoro delle badanti.
Le amiche più giovani di me, che mi leggono tra una poppata e l’altra e spingono passeggini nei parchi italiani, ne hanno minore percezione, ma la foto di famiglia della società italiana è invertita rispetto a quella della famiglia italiana di un secolo fa.
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