Sarà la sua prima sfida e non sarà facile: nell’augurare buon lavoro ad Arianna Moro, neo assessore al commercio, dopo il ribaltone di maggioranza a Palazzo Antonelli, proviamo a capire che cosa abbia impedito, fino ad oggi, alla giunta Caligiore di insediare i banchi del mercato in una zona adatta, invece che continuare a bloccare il traffico cittadino due volte a settimana per intere mattinate a causa del parcheggio selvaggio degli avventori. La metafora della rivoluzione francese ci sembra efficace: dopo la presa di Palazzo Antonelli, il movimento rivoluzionario si è frazionato. I giacobini, paladini del cambiamento, sono rimasti in pochi, fra l’altro senza neppure un Robespierre a guidarli; i girondini stanno man mano riprendendo il potere, con l’obiettivo di cambiare sì ma non troppo e soprattutto di non incidere a fondo nella realtà del potere fabraterno. Montagnardi non ce ne sono e se ci sono tirano soltanto nel mucchio. La palude invece si diffonde: occupa spazi, imbriglia tutto, commissione dopo commissione… Ce la farà il movimento rivoluzionario a trionfare, a scardinare il sistema di potere della sinistra ferroviaria e del partito dei geometri che per diversi lustri ha governato la cittadina fabraterna? Vedremo, non siamo ancora al Termidoro. Ecco il mancato spostamento del mercato a Ceccano può essere interpretato così: è una lotta di potentati che spiega come mai uno degli esponenti politici più significativi dell’epoca precedente alla presa di palazzo Antonelli avesse preteso sempre per sé l’assessorato al Commercio…
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