Un incontro in un clima informale e «di famiglia». Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale la presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana. Mezzora di confronto sul filo dei ricordi, dato che il capo dello Stato, a inizio degli anni ’60, è stato dirigente diocesano e regionale degli Studenti di Ac – e responsabile associativo era stato anche Piersanti Mattarella, il fratello del presidente della Repubblica, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 mentre ricopriva l’incarico di governatore della Sicilia.
Ricordi e memorie, ma anche il presente al centro dell’incontro. «Ricordatevi di essere importanti non solo per la Chiesa, ma anche per il Paese», è l’incoraggiamento che Mattarella ha voluto rivolgere al presidente nazionale Ac, Matteo Truffelli. «Il capo dello Stato – rivela Truffelli – ha chiesto molte informazioni sui nostri progetti attuali e sulla nostra diffusione. Per noi era importante fargli sapere che la ‘sua’ associazione è orgogliosa dello stile con cui sta rappresentando l’unità nazionale in un momento ancora difficile, ed è stato bello sentire che il suo senso di appartenenza è ancora forte».
Un filo di commozione quando Truffelli ha donato al capo dello Stato una spilletta della ‘Gioventù studentesca’, movimento che il capo dello Stato costituì e animò nelle scuole romane. Dagli archivi dell’istituto Paolo VI sulla storia del cattolicesimo italiano, l’Ac è riuscita a recuperare e consegnare al presidente della Repubblica anche alcuni articoli che ricostruiscono l’impegno del giovane Sergio Mattarella in Azione cattolica, in particolare a Roma e nel Lazio.
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