Non credete a chi vi dice noi siamo contro l’Euro, non credete a chi vi dice che se ne possa uscire facilmente: sono dei demagoghi. Se volete cambiare l’Europa, se volete migliorarla, dovete studiare, avanzare petizioni, cambiare i regolamenti, mettere d’accordo le persone, convincerli della bontà delle vostre richieste. Così Angelo Maria Polimeno, cronista parlamentare del TG1, si è rivolto ai giovani studenti del liceo di Ceccano, cui ha presentato il suo libro Non chiamatelo Euro: non si tratta di essere favorevoli o non favorevoli all’euro. la moneta unica è stata una grande idea ma richiede continui aggiustamenti che tengano conto degli interessi di tutti e non soltanto di alcuni. Per ragionare con attenzione, ha detto Polimeno, occorre conoscere la storia, capire come e perché si è arrivati alla moneta unica, fortemente voluta per ridimensionare la Germania e poi diventata invece strumento di dominio della potenza teutonica. Ma per capire questo bisogna preparasi e studiare. Polimeno era stato accolto al Liceo dal sindaco Caligiore, intervenuto insieme a numerosi esponenti della sua giunta. Hanno partecipato anche l’ex presidente della provincia, Patrizi e l’assessore al bilancio del comune di Frosinone, Mastrangeli. La presentazione del libro è stata organizzata dall’Ucid, guidata da Dario Aversa, mentre il dibattito cui ha partecipato anche il sen. Rotondi, è stato moderato dal giornalista Caperna
Qui il filmato del convegno, trasmesso in streaming dall’aula magna del Liceo
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Ma cosa ha detto Ruspandini? Era una considerazione Politica? Economica?
Ma Gizzi sa che economicamente nel 1992 non ci fu mani pulite ma l’uscita dell’Italia dallo SME… è questo l’evento economico del 1992.
Ma lo sa che l’embarco verso la Russia ha avuto ripercussioni sull Italia solo per la prima settimana perché poi dalla seconda i prodotti hanno intrapreso quella che si chiama strada della triangolazione.
Ma non potevano tacere e lasciar parlare l’autore del libro?
Parlando dell’intervento di Gizzi e Ruspandini, dal MIO punto di vista vergognoso quanto la benedizione del liceo da parte del prete, anche una volta non si prende in considerazione il fatto che scuola e propaganda politica (e religiosa) devono essere assolutamente separati in una nazione democratica.
” … Ma non potevano tacere e lasciar parlare l’autore del libro? …”.
Chi, quei due? Gli stessi tizi che anni fa, solo per provare una fugace notorietà, arrivarono al punto di bruciare in Piazza un romanzetto da quattro soldi?
Seee …