di Francesco Peloso
«La famiglia non l’ha inventata la Chiesa, su di essa anzi la Chiesa si appoggia e edifica, il fatto è che oggi la famiglia non va più avanti da sé, ha bisogno di essere pensata». E per far questo non dobbiamo trasmettere un’idea puramente romantica dell’amore, che nasce come incantamento e dura tutta la vita. È necessario parlare ai ragazzi dell’amore «in termini realistici», di un amore in grado di costruire qualcosa che dura, oltre la passione dei primi tempi. E in questo la fede può far molto. Ma soprattutto va rilanciata l’alleanza fra uomo e donna intesa come unione in grado di ‘governare’ il mondo al di là delle scelte individuali di ciascuno. Su un simile terreno il dialogo con la cultura contemporanea ha già dato dei frutti importanti. Per questo il sinodo non deve avvitarsi su due-tre questioni specifiche, che pure vanno affrontate, ma deve provare a volare più in alto, anche se alcuni aggiornamenti vanno comunque fatti per non rimanere prigionieri del passato. Sono queste alcune delle riflessioni compiute da monsignor Pier Angelo Sequeri – preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale – che abbiamo intervistato in occasione della presentazione dei volumi “Famiglia, un ospedale da campo”, (Queriniana) e “Famiglia e Chiesa, un legame indissolubile”, (Libreria Editrice Vaticana), svoltasi nella sede della Civiltà Cattolica. All’incontro hanno partecipato padre Antonio Spadaro, direttore della rivista, monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, la sociologa Chiara Giaccardi e lo psicanalista Massimo Recalcati.
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