La presa di Palazzo Antonelli, il 14 giugno 2015, ha sconvolto la sinistra fabraterna: sui social network, in particolare su facebook, corrono fiumi di parole. Tra i tanti ci hanno colpito due interventi:
Sono passato l’ultima volta a Ceccano circa due mesi fa. Sembrava di essere nella periferia di Detroit quando GM chiuse i cancelli delle fabbriche; cartelli “vendesi” su ogni palazzo, l’intonaco delle facciate che si sta screpolando, un gruppetto di giovani che gironzolava senza una meta precisa, un fiume inquinato e, parlando con un amico, sfiducia verso i politici per anni di promesse a vuoto. I cittadini di Ceccano, semplicemente, hanno voluto cambiare e .. come dargli torto?
Abito nel centro storico di Ceccano, tra ratti, zecche, rifiuti e case fatiscenti. E pensare che ci sono palazzi del ‘700, qui. Voglio andarmene da questo paese. E penso una cosa molto semplice: un’ amministrazione che fa desiderare a un cittadino di andarsene dal proprio paese ha profondamente, definitivamente fallito.
Non è sufficiente per capire la caduta del sistema di potere della sinistra ferroviaria e geometrocratica?
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