Volge al termine la consultazione governativa su La buona scuola. Ecco un interessante commento de lavoce.info, uno dei siti più autorevoli per interpretare ciò che avviene in Italia, a firma di Antonio Schizzerotto e Ugo Trivellato
Il documento del Governo su “la buona scuola” si fa apprezzare per molti motivi. Manca, tuttavia, una proposta di ordinamento complessivo del sistema scolastico, segnatamente di quello secondario. Poco male, se ve ne fosse uno chiaramente delineato e plausibile nel merito. Sfortunatamente, la pur ampia produzione normativa di questi ultimi quindici anni è rimasta priva di un chiaro riferimento culturale.
Così l’assetto attuale della scuola italiana è un guazzabuglio, eccentrico rispetto ai due principali modelli di ordinamento presenti in Europa (e non solo).
Il primo − adottato da paesi come la Germania, l’Austria, la Svizzera, l’Olanda – è usualmente (ma anche impropriamente) detto duale ed è caratterizzato da una differenziazione precoce (in pratica, dalla fine delle elementari) e incisiva dei percorsi scolastici, intesa a garantire strette connessioni con il mercato del lavoro. Il secondo modello, spesso definito comprensivo e adottato nei paesi scandinavi e nel Regno Unito, è caratterizzato da una contenuta e posticipata differenziazione degli indirizzi scolastici individuali (a partire dai sedici anni), volta ad assicurare una consistente base formativa comune e l’eguaglianza delle chance di istruzione.
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