di Pietro Giandonato
Molte delle idee e dei passaggi che vi propongo in questo articolo sono liberamente tratti e tradotti da un post pubblicato su Edutopia, e che merita di essere diffuso anche qui in Italia. Parla di come coltivare la mentalità innovativa tra i nostri studenti, direttamente nelle classi.
Saper innovare è saper costruire
L’autore è Glen Tripp, che nel 2002 -ancora studente a Stanford- assieme ad alcuni amici intuirono che il mondo aveva bisogno di più innovatori e “problem solver”. C’era bisogno di creare opportunità per integrare ciò che i ragazzi imparano durante il canonico insegnamento scolastico con una nuova e intensa esperienza, quella di avvicinarsi senza timore e con creatività all’apprendimento, esattamente come autentici innovatori. E così nacqueGalileo Learning.
Si tratta di una rete costituita attualmente da 42 innovation camp, dislocati nell’area di San Francisco, USA. Le attività che li caratterizza sono basate sull’Approccio Galileo all’Innovazione (abbreviato in “GIA”), un distillato ditutto ciò che i bambini hanno bisogno di imparare per immaginare e creare un mondo migliore, ovvero acquisire la mentalità innovativa, la conoscenza e attuare i processi.
I ragazzi interiorizzano l’approccio Galileo attraverso una serie infinita di progetti artistici, esperimenti scientifici e attività all’aria aperta. Pare che i genitori dei bambini che partecipano agli innovator camp GIA affermino i loro figli trasudano una fiducia ritrovata. Non hanno più paura di sbagliare, consapevoli del fatto che gli errori fanno parte del percorso naturale per arrivare ad affinare le loro idee. E continuano a creare opere d’arte e inventare aggeggi mediante un approccio problem-solving con materiali riciclabili anche a casa propria, molto tempo dopo aver terminato il campo estivo.
Continua a leggere qui http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2014/09/18/come-coltivare-la-mentalita-innovativa-nei-nostri-ragazzi/
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