Una delibera pubblicata all’albo del comune di Ceccano rivela che alcune parti delle travi in legno del palazzetto dello sport, crollato il 3 febbraio 2012, sono state prelevate dal sito e trasportate a Roma, presso i laboratori indicati dal prof. Giorgio Monti, incaricato dall’amministrazione Ciotoli della verifica dei danni subiti. La lettera di affidamento del trasporto riporta la data del 30 novembre 2013, la fattura di liquidazione dei lavori per il trasporto (quasi 4000 euro) riporta la data del 25 giugno 2014. Certo le date non aiutano a capire i diversi aspetti della vicenda per la quale ci sono stati rinvii a giudizio e la prima seduta del procedimento penale ci sarà a dicembre. Ricapitoliamo: il palazzetto viene giù il 3 febbraio 2012, dopo una giornata di neve: il comune sembra far finta di niente. Il luogo non viene sequestrato, si può entrare in ogni momento. Sull’onda dell’indignazione popolare, la giunta Ciotoli, invece che
affidarsi alla magistratura per le indagini di rito, come invece accade a Frosinone per il chiostro del conservatorio musicale, nomina un proprio perito il 27 febbraio del 2012. Intanto la magistratura apre le indagini e incarica un proprio perito. Se capiamo bene, ma è difficile in effetti comprendere, secondo le date del comune, i campioni delle travi lignee sarebbero stati presi dal professore almeno dopo il 30 novembre 2013, quindi ben 22 mesi dal crollo, mentre l’impegno di spesa per i lavori di rimozione delle macerie sarebbe avvenuto ancora un mese dopo, il 30 dicembre 2013… Risulta strano che si possano asportare travi mentre è in corso un’indagine della magistratura il cui perito, come si legge nell’ordinanza di rinvio a giudizio, addirittura ritarda di tre giorni il crollo, posticipandolo al 5 febbraio, dal miracolo di S. Biagio a quello di Sant’Agata
Almeno ci facessero leggere la relazione del professore…
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