Sul deserto della cultura a Ceccano, riceviamo alcuni commenti.
Parlare
di cultura in un contesto dove essa è radicata ma non vissuta è un controsenso, ci scrive Mimmo, parlare di deserto dovuto ai politici è come avere il colesterolo alto e continuare a mangiar dolci. Smettiamola di commiserarci e cercare a tutti i costi il colpevole. I veri colpevoli siamo tutti noi ceccanesi che non sappiamo organizzarci per dimostrare chi veramente siamo, sappiamo solo strillare e mettere i remi in barca e quelli più acculturati redigono sermoni salomonici senza però dare l’input necessario per far sì che le cose cambino veramente, portando positività nelle idee, smettendola una buona volta di stare alla finestra, guardando la processione di
ignoranti, che passa perché motivata e scelta da altri e allora che fare? vogliamo pensare che tutti i ceccanesi sono ignoranti? no, non credo! Quindi smettiamola di fare i don Abbondio e dimostriamo che la vera cultura non è farsi scegliere ma scegliere. E Antonio: C’è la volontà’ di rottamare i noti 11 e i convitati di pietra che non appaiono nella foto? Si ha l’intenzione di respingere tentazioni di riproposizione di vecchi nomi da parte di notabili di partito e di osservatori che paiono più di parte che terzi? I giovani vogliono finalmente dire la loro? Vogliono metterci la faccia e prendersi la parola? Il mondo corre e non aspetta.
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