Due anni fa, all’improvviso Gianmarco ci lasciava. Da quel giorno, tanti altri ragazzi, giovani vite l’hanno seguito in una incomprensibile teoria di lutti: una ragazza qualche giorno fa mi chiedeva ragione di quanto accade. Certo c’è la ragione della biologia, c’è quella dei periti delle assicurazioni, c’è quella della statistica: sono tutti capaci di darci ragioni che però non ci soddisfano. Vedere morire un ragazzo è sempre un fatto scandaloso pur con tutte le ragioni della scienza: ma non c’è ragione della giustizia, non c’è ragione della sorte, è totalmente ingiusto che un giovane muoia e che un anziano viva… E’ la nostra giustizia, la nostra scienza che sono incapaci di comprendere, di riflettere.
Proprio oggi ricordiamo Edith Stein, filosofa, ebrea poi convertita al cattolicesimo, deportata e morta in un lager. Scrive: Cristo è morto vittima della legge… «quanti sono stati battezzati in Cristo, sono stati battezzati nella sua morte» (Rm 6, 3). Essi si immergono nella sua vita
per divenire membra del suo corpo, e sotto questa qualifica soffrire e morire con lui; ma anche per risuscitare con lui alla eterna vita divina. Questa vita sorgerà per noi nella sua pienezza soltanto nel giorno della glorificazione… Così la fede nel Crocifisso – la fede viva, accompagnata dalla dedizione amorosa – è per noi la porta di accesso alla vita e l’inizio della futura gloria.
Questa è la sola possibilità di comprensione, non ne abbiamo altre, così Francesco, Gianmarco, Domenico e tutti hanno varcato la porta, oltrepassato la soglia della vita.
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