E’ quanto emerge dalla lettura della sentenza con cui il giudice Mancini ha disposto il rinvio a giudizio di progettisti, direttore dei lavori e collaudatore dell’opera per il crollo del palazzetto dello sport di Ceccano, il 3 febbraio 2012. Inoltre il perito nominato dalla procura fa la bruttissima figura di non essersi nemmeno accertato della data esatta del crollo, ritardandolo di oltre 48 ore, e si prende la definizione di sibillina per una parte della sua consulenza. Se poi non ci fosse stato l’intervento dell’associazione Ceccano2012 con una propria perizia, assunta dal giudice, i fatti non sarebbero emersi nella loro spaventosa complessità: il giudice afferma infatti che la stessa progettazione del palazzetto poneva dei problemi per la sicurezza di chi l’ha utilizzato. Insomma, un cero a S. Biagio, la cui memoria ricorre il 3 febbraio, giorno del crollo. In quel palazzetto ci siamo stati tutti.

Ceccano 2012 ha reso noto la sentenza e il decreto di rinvio a giudizio. Potete leggere tutto qui
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Raccomando particolarmente la lettura della sentenza di rinvio a giudizio
Ora bisognerà attendere il dibattimento e la sentenza finale per sapere che cosa effettivamente sia accaduto.
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