Il commissariamento del Comune, con l’ingloriosa fine della giunta Maliziola, affossata dagli stessi partiti di sinistra che l’avevano sostenuta, ha portato anche al commissariamento del circolo del Partito democratico. Non si conosce ancora il nome del commissario ma certo si tratta di un’ulteriore testimonianza del bivio davanti a cui si trova il partito democratico nella cittadina fabraterna: continuare a poggiare sul sistema di potere della sinistra ferroviaria e del partito dei geometri nello stritolante abbraccio del Partito socialista o cambiare totalmente, facendo finalmente largo ad una nuova classe dirigente che possa finalmente sognare un progetto per Ceccano. La città è governata ininterrottamente dalla sinistra da quasi 20 anni, un mare di cemento l’ha invasa, anche nel centro storico, l’inquinamento atmosferico ha raggiunto livelli molto preoccupanti, l’ospedale è stato chiuso, gli uffici giudiziari sono andati via, il sistema di trasporto pubblico è inesistente, il palazzetto dello sport è crollato, lo stadio Popolla è inagibile, la pista di atletica serve a passeggiare, le attività culturali sono inesistenti se si escludono quelle delle associazioni, la Piazza XXV Luglio, cuore e vetrina della città, è un grande garage per le auto, parcheggiate disordinatamente fin davanti il portale del comune; non si riesce a tener pulito Castel Sindici e ad installarci un chiosco per poter prendere un caffè, per timore delle proteste dei bar circostanti… Al di là della raccolta differenziata, sulla cui gestione però ci sarebbe bisogno di maggiore chiarezza, Palazzo Antonelli non brilla per i successi riportati: forse sarebbe il caso di un esame di coscienza, un bilancio di questi 20 anni di governo della città, e cominciare a cambiare, o no?
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Non è il caso di darsi una calmata. Cercate di leggerci con meno pregiudizi e vi accorgerete che il progetto di far nascere una nuova classe politica ( e non solo di sinistra) che abbia il piglio, l’autorevolezza di contrastare e rovesciare l’attuale situazione urbanistica, ambientale, culturale e di infinite altre cose create con prepotenza da un sistema di potere parassita e incompetente, è ormai in atto nel Pd ( e non solo) . Non ci sono commissariamenti che tengano. Statene certi non assisteremo dolenti e rassegnati osservatori ad una irriformabilità del potere. Noi vogliamo davvero che “ le cose cambino”. Siete sicuri di volerlo anche Voi ? O considerate più confortevole che restino immutate così da poterVi lamentare a vita magari polemizzando contro la “tecnocrazia” inaugurata dal governo Maliziola dimenticando che i tecnocrati non debbono dettare la linea politica, né trasformarsi in una casta burocratica auto referenziale perché quando gli obiettivi sono ben chiari, la competenza è necessaria per provare a raggiungerli nel modo più efficiente…….ma questa è un’ altra storia.