Il Forum Democratico di Ceccano ci ha mandato un testo sulla crisi amministrativa che pubblichiamo, ricordando che questo spazio è aperto alle civili discussioni. Scrivono dal Forum: Ribadiamo i nostri giudizi negativi sulla gestione politica di una crisi che, forse anche a causa d’interventi di figure istituzionali superiori, ha portato al muro contro muro causando di fatto il commissariamento del paese. Rintracciamo nell’ormai “celebre” foto dei consiglieri comunali dimissionari quei tratti della politica che riteniamo sia indispensabile superare. Gli sguardi tronfi e soddisfatti dei protagonisti di questa triste vicenda, che alla bisogna s’azzuffano e s’accordano, ancora nascondono ai cittadini i reali motivi di una così grave crisi.
Tutto questo riteniamo debba essere definitivamente archiviato attraverso una trasparente riflessione, sia degli altri soggetti politici che della cittadinanza tutta.
La valutazione che oggi diamo delle azioni e prese di posizione dell’ex sindaco non ci tramutano automaticamente in suoi sostenitori, abbiamo espresso giudizi e non ci preme fare il “tifo”.
Il colpevole ritardo nella presa di coscienza della Maliziola riguardo le reali intenzioni di buona parte della maggioranza che la sosteneva, hanno concorso alla definizione di un contorto e tentacolare intreccio, da cui era forse difficile districarsi.
Tuttavia abbiamo letto positivamente alcuni segnali che debolmente erano emersi dalla palude politica ceccanese.
Esiste uno spazio di riflessione differente, ci sono logiche diverse, si possono ribaltare alcuni capisaldi.
Un primo passo importante per l’inizio di un nuovo corso è stato fatto,ora siamo al punto zero.
Adesso bisogna trovare il coraggio di riformare l’orchestra, impegnandoci tutti per cambiare musica.
Lo spartito possiamo scriverlo insieme.
Il tempo che ci divide dalle prossime amministrative è ancora lungo. Ma può anche passare in fretta.
Noi come Forum Democraticoabbiamo deciso di metterci i guati da lavoro e provare ad aprire un “cantiere”.
Continuiamo ad interpretare con rammarico le posizioni che vedono contrapposti laureati e non, vecchi e giovani, veterani contro novellini.
Futili e strumentali diatribe che hanno contagiato ormai gli spazi lessicali delle nostre piazze, sintomo di una classe politica, di un paese e della sua cittadinanza che faticano a rimettere al centro del discorso temi d’interesse pubblico, azioni da intraprendere, bisogni da soddisfare.
Vorremmo riuscire a superare questo scoglio, provando ad aprire uno spazio comune, guardando in faccia la reale portata delle questioni che ci circondano, provando a tracciare un percorso di soluzione ampio ed allargato.
La ridefinizione degli obiettivi della nostra comunità è operazione difficile ed ambiziosa, ma la ricerca di un campo di confronto collettivo, alimentato dalle forze sane, oneste e disponibili al dialogo è un atto dovuto verso il nostro paese.
L’alternativa già la conosciamo, un tutti contro tutti che al momento opportuno per logiche di tornaconto tramuta in tutti insieme appassionatamente.
Conosciamo anche il prodotto di questa politica, l’abbiamo davanti agli occhi, ci viviamo!
Vogliamo essere chiari e ribadire due concetti, il taglio col passato dev’essere netto, l’obiettivo è sempre alzare l’asticella.
Come può essere protagonista di una ripartenza chi per anni ha concorso colpevolmente a frenare questo paese?
Come può concorrere alla definizione di obiettivi di miglioramento collettivi chi da sempre s’affanna per raggiungere un traguardo personale?
I processi di profondo cambiamento in ambito politico nazionale devono spingerci ad una riflessione. La sfida è interpretare e lavorare affinchè questo rinnovamento riesca a contagiare anche Ceccano.
Trovare raccordo su temi e traguardi anche tra forze apparentemente distanti potrebbe certamente aiutare a far rinascere una dialettica politica argomentata, finalmente libera dai tatticismi personali, purché l’obiettivo comune resti chiaro e definito, voltare pagina e cambiare musica.
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