Si è ormai affermata una grave diseguaglianza digitale, strutturale e reale, in Europa. Tanto che potrebbe apparire incolmabile. Il Continente viaggia a due velocità: all’intraprendenza politica, normativa e finanziaria di Paesi tecnologicamente virtuosi e innovativi si contrappone l’inerzia e il ritardo di Paesi e meno lungimiranti, con il rischio di generare ed alimentare la discriminazione sociale tipica della Società dell’Informazione.E’ quanto risulta se analizziamo nel dettaglio, Paese per Paese, i nuovi dati forniti dalla Commissione europea nell’ambito del Quadro di valutazione dell’Agenda digitale UE 2014.Nel complesso, evidenziano il raggiungimento di 95 dei 101 obiettivi entro il 2015, riscontrando un aumento dell’uso regolare di Internet dal 60% del 2010 al 72%, con una graduale diminuzione dei“non utilizzatori” stabile al 20% (come dato medio europeo). Risultano migliorate le condizioni di accessibilità, dal momento che il 100% degli europei ha accesso alla banda larga base, mentre, sempre in base alla media europea generale, la disponibilità di banda larga mobile 4G è aumentata dal 26% al 59% in un anno. L’accesso a Internet a velocità di almeno 30 Mbps su linea fissa raggiunge il 62% della popolazione dell’UE, rispetto al 54% di un anno fa e al 29% nel 2010.
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