Orgoglio italiano nel recupero del relitto della Concordia. Il Sole 24 ci fa conoscere le aziende protagoniste della grande opera del Giglio.
Un’operazione di recupero mai realizzata prima d’ora, possibile grazie all’ingegneria del consorzio italo-americano Titan-Micoperi e alle competenze tecnologico-produttive di un manipolo di aziende italiane leader nei rispettivi comparti. Il raddrizzamento della Costa Concordia – iniziato ieri mattina alle 9 nelle acque dell’Isola del Giglio (in ritardo di tre ore a causa di un temporale notturno) e andato avanti per tutta la notte con tempi più lunghi rispetto a quelli previsti – è una miscela di saper fare “presto-e-bene” che dà lustro alla manifattura made in Italy, “aiutata”, in questa occasione, da buone remunerazioni.
«In questo progetto non abbiamo certo potuto privilegiare il prezzo più basso – spiega Franco Porcellacchia, responsabile del recupero del relitto per la compagnia Costa Crociere –, ma esclusivamente i tempi di realizzazione. Le aziende da noi incaricate, che hanno lavorato notte e giorno per assicurare la consegna nei tempi previsti, in molti casi non hanno rivali nei rispettivi settori». Fincantieri, Cimolai, Rosetti, Gas&Heat, Trevi, Fagioli, Nuova Olmec sono i nomi delle imprese che, guidate e coordinate da Costa, hanno permesso l’operazione di parbuckling, da tutti considerata senza precedenti per la posizione e le dimensioni della nave (114mila tonnellate, 298 metri di lunghezza), naufragata e adagiatosi su un fianco la notte del 13 gennaio 2012.
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