Spesso i toni nei blogs e nei social networks sono alti e non brillano per approfondimenti: invece la questione del femminicidio, posta dall’articolo di Riccardo Cascioli, è stata dibattuta in maniera esemplare tra alcuni lettori, su facebook. Il testo dell’articolo si può trovare qui https://pietroalviti.wordpress.com/2013/08/17/femminicidio-e-demagogia/
Ecco il resoconto del dibattito fino a ieri:
Amaseno Amasenoblog Sono d’accordo al 100%. E’ la moda del momento, si potrebbe dire che le cose succedono quando i media decidono che succedano. Ed è una spirale perversa che si nutre di se stessa. Abbiamo avuto l’emergenza suicidi, le rapine in casa. Tutti accadimenti che se qualcuno si prendesse la briga di controllarne statisticamente l’andamento si accorgerebbe di come sia facile orientare l’emotività dell’opinione pubblica.
Pietro Alviti sì e su questo è sempre indispensabile richiamare la responsabilità dei media… e di chi ha la capacità di indirizzarli in un senso o nell’altro
Marta Cerroni Non conosco l’autore dell’articolo ma mi preoccupa quando scrive “buona parte degli omicidi, ad esempio, sono causati dalla disgregazione delle famiglie: a compiere i delitti sono ex coniugi, amanti o coniugi che stanno per subire una separazione. Quindi, per questi casi la strada principale per affrontare il problema sarebbe rafforzare la famiglia, darle sostegno”. Forse interpreto male io il senso di questa frase, ma emerge come se ci fosse una relazione causa/effetto tra la separazione-divorzio e l’omicidio; quasi a significare che per rimediare al femminicidio bisogna tenere unite le coppie. Questa parte mi preoccupa perche’ nasconde il problema alla base del femminicidio ovvero l’uccisione di una donna perche’ non si accetta la sua indipendenza ed emancipazione dall’uomo/compagno. Dare sostegno alle famiglie e’ una questione seria ma diversa e distinta dal femminicidio che, invece, e’ un problema cultura legato alla visione di donna nella societa’ italiana. Se la strumentalizzazione mediatica serve a portare all’attenzione dei politici e del legislatore problemi seri, evidenti e presenti in modo penetrante nel tessuto sociale italiano, ben venga! Il problema e’ che in un paese serio questi temi dovrebbero essere afforntati a prescindere dalle statistiche.
Amaseno Amasenoblog Sì però il problema è affrontato male, a cominciare da quell’orribile neologismo. Chi l’ha coniato, a mio avviso, aveva in mente solo la spettacolarizzazione della violenza. Voglio dire che, cultura o non cultura, gli strumenti di legge per porre freno agli omicidi tra familiari, in cui spesso vittime sono le donne, esistono già, basta solo applicarli. Non è necessario sospendere i diritti sanciti dalla Costituzione, e questa è una delle colpe della Politica, che cavalca l’onda emotiva fatta partire strumentalmente dai media.
Antonio Nalli Marta, io credo semplicemente che non bisognerebbe generalizzare, quando si descrive il “femminicidio” come una questione culturale legata alla visione della donna nella società italiana. Di sicuro c’è una questione culturale da tenere presente, come pure psico-sociale, ma per i casi specifici e non da estendere all’intero mondo maschile che compone la società italiana. Sarebbe non solo un errore, ma una pubblica accusa nei confronti della nostra società, che ha indubbiamente diversi meccanismi che non funzionano alla perfezione ed altrettanti difetti, ma non ha certamente una scarsa considerazione della donna e del ruolo che può ricoprire all’interno della stessa! Con orgoglio, infatti, guardo ad esempio a quelle donne che hanno conquistato un ruolo importante all’interno delle Istituzioni o delle Forze Armate. Il discorso comunque è molto complesso. Io personalmente, ritengo vi sia un problema di fondo da risolvere, però voglio andarci con i piedi di piombo nel dare definizioni affrettate, come femminicidio, omofobia…, che oggi trovo purtroppo molto di moda, nonché da “effetto”. Lancio infine una sorta di provocazione: stranamente i media non parlano mai di infanticidio… forse perché correlato al crescente fenomeno dell’aborto, scarsamente legato ad episodi di violenza sessuale come pure veniva propagandato?
Fabrizio Cicciarelli L’Italia è il paese che risponde alla richiesta di parità tra sessi con le quote rosa in politica e le leggi sulle quote rosa nei cda, che vanno in direzione contraria rispetto allo scopo iniziale. E’ una questione culturale, che va affrontata fin da piccoli, attraverso la scuola e la famiglia, che in Italia dovrebbe essere educata alla parità. Mi stupisco delle varie associazioni, che vedono nel “femminicidio” una conquista, quando si tratta solo dell’ennesimo problema affrontato, infruttuosamente, a colpi di legge.
Marta Cerroni E’ difficile affrontare questi temi su fb e anche noi rischiamo di cadere nella demagogia. Mi preme solo dire che il femminicidio non e’ legato unicamente alla visione della donna nella societa’ perche’ il soggetto che uccide porta con se problematiche sicuramente piu’ complesse.
Amaseno Amasenoblog Brava, oltretutto vi sarei grato se smettessimo di usare il vocabolo “femminicidio”, che è brutto, oltre che etimologicamente, anche dal punto di vista meramente estetico. Volevo solo puntualizzare, in aggiunta agli interessanti interventi degli altri amici, che nella cerchia delle mie amicizie personali più intime (diciamo ad occhio 20-25 persone, uomini e donne) non conosco una, e dico “una”, persona che sarebbe capace di usare violenza per marcare una presunta superiorità di carattere sessuale. Questo per ribadire che, se fossero
Amaseno Amasenoblog fosse realistica la presunta diffusione di queste violenze ne avremmo testimonianza diretta. Non per sminuire il problema, ma per riportarlo alla sua reale dimensione.
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