La demagogia è uno dei mali peggiori della democrazia: si sviluppa quando i governanti seguono l’onda dell’opinione pubblica piuttosto che leggere la realtà e adottare i conseguenti provvedimenti. Sta accadendo in Italia per il cosiddetto “femminicidio”. Ecco un contributo di Riccardo Cascioli

Questa è soltanto una delle durissime accuse lanciate dall’Unione delle Camere Penali al Decreto Legge con cui il governo Letta è voluto intervenire la scorsa settimana sulla presunta emergenza del “femminicidio”. I penalisti accusano di demagogia il governo, che “legifera sull’onda emotiva di fatti di cronaca o del bisogno di lanciare rassicurazioni di facciata all’opinione pubblica fomentata da campagne di stampa”.
Sono parole che tornano in mente dopo aver ascoltato l’irritante conferenza stampa del ministro dell’Interno Angiolino Alfano nel giorno di Ferragosto per la presentazione del Rapporto del Viminale sulle operazioni di polizia. Tutti i giornali hanno ovviamente titolato su un unico dato: il ministero dell’Interno conferma l’emergenza femminicidio, dato che il 30% delle vittime di omicidi è donna.
E la sensazione che questo governo faccia della demagogia su argomenti che trovano facile plauso sui giornali ne esce notevolmente rafforzata.
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