Entusiasmo a Frosinone per una macchina che distribuirebbe acqua potabile a chi non se la può permettere… La vorrebbero anche a Ceccano: ora, mi chiedo, non sarebbe meglio chiedere ad Acea Ato5 che l’acqua potabile stia nei nostri rubinetti di casa?
Nel centro di Ceccano non si può bere per il colore e per il sapore; in campagna spesso è strapiena di sabbia… Eppure tutti i ceccanesi la pagano per acqua potabile.
Non sarebbe il caso che il comune difenda i propri amministrati, pretendendo soltanto che l’acqua sia potabile, non abbia colore, sapore e non contenga troppo calcare? E’ chiedere troppo?
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Sarebbe solo una grande ruivoluzione
E se invece più semplicemente si applicasse quanto stabilito dal popolo italiano nel referendum del 2011?… “Solo” 26 milioni di elettori gridarono a gran voce che l’acqua andava gestita fuori da logiche di mercato e che era un prezioso bene comune:
come mai ci ritroviamo ancora con ACEA?