di Mauro Vecchio per http://punto-informatico.it
Roma – Dalle precisazioni cinguettate da Laura Boldrini al postpubblicato sulla pagina Facebook del Presidente del Senato Piero Grasso, per fare chiarezza sulle sue recenti dichiarazioni a ribadire la necessità di leggi speciali che proteggano dal web. “Non è mai stata mia intenzione auspicare in alcun modo interventi che limitino la libertà – ha esordito Grasso nel suo intervento sul sito in blu – Non ho mai invocato censure, bavagli o leggi speciali come da più parti è stato scritto”. Da Procuratore nazionale antimafia, Grasso ha accennato alla necessità di una “volontà internazionale” ad evitare frustranti interruzioni nelle indagini più importanti. L’eventuale stipulazione di accordi transnazionali andrebbe così a facilitare, in caso di reati acclamati, l’individuazione dei colpevoli.
“Deve valere per internet quanto vale, ad esempio, per il mondo finanziario – ha spiegatoGrasso sulla sua pagina social – come siamo chiamati a contrastare i paradisi fiscali e il segreto bancario in caso di reati economici, dobbiamo contrastare i paradisi virtuali dove risiedono server che non consentono la rintracciabilità, o la rendono estremamente difficile, di chi ha commesso crimini perseguibili dal nostro ordinamento. Questo per far procedere le indagini su reati come, ad esempio, le minacce alla presidente della Camera o l’hackeraggio e la diffusione delle mail personali di parlamentari del Movimento 5 Stelle”.
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