Mentre si tagliavano ospedali e scuole, la Regione distribuiva 30 milioni di euro ai consiglieri… Tutti d’accordo, tranne i radicali
Ce lo ricorda La Repubblica
ROMA – Cinque delibere del presidente dell’Assemblea regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, documentano che l’assalto alla diligenza che, in due anni e mezzo, ha consegnato 30 milioni di euro di denaro pubblico all’inesauribile appetito dei consiglieri della Pisana sotto le due voci “corretto funzionamento dei gruppi” e “rapporto tra elettore ed eletto”, ha una paternità politica (la governatrice Renata Polverini, il suo assessore al bilancio Stefano Cetica e, appunto, Abbruzzese), una mano tecnica e una complicità silenziosa (con la lodevole eccezione dei radicali) di chi “chiedeva e riceveva” senza fare troppe domande.
Arrivano i “forchettoni”
Racconta Franco Fiorito a verbale che “il denaro arrivava a pioggia”. Che “non controllava nessuno”. Che la decisione di aprire ciclicamente la cuccagna era affare “nella sola discrezionalità di Abruzzese”, suo compagno di partito. Nelle sue parole, sembra esserci una parte di verità. Ma solo una parte. La storia di questo sacco ha infatti una suo incipit: le elezioni regionali della primavera del 2010.
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