di Vito Salinaro
Una distrazione, un’incoscienza, un crimine, qualche volta indotto da alcol o droghe. È un attimo. L’investimento, un corpo lasciato sull’asfalto, la paura, la fuga. E il mancato ravvedimento che la legge impone avvenga entro 24 ore, pena l’arresto. Pirati e vigliacchi. Capaci di spargere sempre più sangue sulle strade italiane proprio quando gli incidenti sono in calo. Se il numero di episodi di pirateria grave nel 2011 era già aumentato di molto rispetto al 2010 (+45%), con il tragico bilancio di ben 127 decessi, una nuova escalation dei casi è già evidente nei primi sei mesi del 2012, periodo in cui l’Osservatorio il Centauro – Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale), rileva un incremento del 33% sul periodo gennaio-giugno 2011. 461 gli episodi più significativi in questo periodo, con altri 57 morti, 2 in più dello stesso semestre dello scorso anno (+4%) e 564 feriti (+35%). Ma l’aggiornatissimo Osservatorio fa sapere che solo tra l’1 luglio e il 5 agosto scorsi «le vittime sono già schizzate a quota 74», con 17 morti da pirateria in poco più di un mese. Come dire, spiegano dall’Asaps, «più di 2 morti e 22 feriti per ogni settimana», nel cuore dell’estate. Un allarme ancor più serio proprio in questi giorni di grande esodo di vacanzieri sulle strade.
Le vittime? In prevalenza si tratta delle categorie più deboli, cioè anziani e minori. Quasi il 15% gli over 65 oggetto delle “imprudenze omicide” dei pirati, più del 16% sono bambini. E mentre la Lombardia si conferma la regione più “piratata”, seguita da Veneto, Lazio, Campania e Puglia, l’analisi dell’Osservatorio fa emergere un dato positivo: la pirateria non paga. Anzi, i fuggitivi, spesso, hanno le ore contate. In 265 episodi su 461 (58%) dei primi sei mesi 2012, le forze dell’ordine sono riuscite a identificare gli autori di questa odiosa forma di criminalità stradale. Ma se il dato appare più debole rispetto al 66% del semestre 2011, c’è da essere certi di un altro parametro: il 73% dei pirati della strada che causano morte o lesioni gravi hanno un nome e un cognome e vengono denunciati o arrestati, al termine di segnalazioni o di mirate azioni investigative di ricerca.
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