di don Mario Aversano per www.iltesoro.org
La libertà.
È notte fonda, guardo il cielo e penso a che cosa hai voluto fare della Tua libertà. E ammutolisco.
Perché invece debbo accettare che pulsino dentro di me altre suggestioni, altri modi di interpretare e falsificare il mio bisogno di libertá? Conosco una ad una le maschere che tentano di manipolare la mia volontá e il mio cuore: desideri di evasione, consolazioni materiali, seduzioni, fantasie assurde. Con pazienza (…c’è altra via?) cerco di riconoscere il trucco e di trovare il piccolo segreto che ispira anche il miraggio più sofisticato: una via di uscita, un’oasi, una sorgente presso cui accomodarsi. Spesso dietro a molte bugie c’è solamente una sincera domanda di affetto. Anche nella Tua genialità, nel Tuo modo estroverso di dare forma alla Tua libertà è contenuta una domanda di affetto. Ci hai creati per amarci e per sentirci pronunciare quella parola: papà!
Aiutami a non declassare il mio desiderio di libertà, a non trasformarlo in ribellione. Soprattutto che io veda nelle mie ribellioni, la domanda confusa di senso, l’incerta ricerca di bene che puó restituirmi dignità, che può farmi ritornare a Te.
Pur nella notte fonda del mio cuore, contemplo la Tua opera e penso a che cosa hai voluto fare della Tua libertà. E ammutolisco.
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