“La musica è armonia delle differenze. Dalla molteplicità dei timbri dei diversi strumenti, può uscire una sinfonia. Ma questo non accade magicamente, né automaticamente! Si realizza soltanto grazie ad un impegno paziente, faticoso, nello sforzo di ascoltarsi a vicenda, evitando eccessivi protagonismi e privilegiando la migliore riuscita dell’insieme”. Così Benedetto XVI ha commentato il concerto dell’orchestra “West-Eastern Divan”, composta da israeliani e palestinesi, diretta dal Maestro Daniel Barenboim. Al concerto ha assistito anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Ecco il comunicato stampa: Il Senatore Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, è stato ospite ieri del Santo Padre Benedetto XVI nella Residenza estiva di Castel Gandolfo. Poco prima delle diciotto, accompagnato dalla Consorte, Clio Maria Bittoni, il Presidente Napolitano è stato accolto da Benedetto XVI nel Giardino del Moro. Dopo un breve colloquio al Torrione, il Pontefice ed il Presidente hanno raggiunto il Cortile interno del Palazzo Apostolico per assistere al concerto della Orchestra “West-Eastern Divan”, diretta dal Maestro Daniel Barenboim. Infine il Presidente della Repubblica e la Consorte sono stati ospiti del Santo Padre per la cena.
“Potete immaginare quanto io sia lieto di accogliere un’Orchestra come questa, che è nata dalla convinzione, anzi, dall’esperienza che la musica unisce le persone, al di là di ogni divisione”, ha detto il Papa al Maestro Daniel Barenboim e a tutti i musicisti della West-Eastern Divan Orchestra, al termine del concerto tenutosi nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, nella festa di San Benedetto, Patrono d’Europa.
“Mentre esprimo questi pensieri, la mente si rivolge alla grande sinfonia della pace tra i popoli, che non è mai del tutto compiuta. La mia generazione, come pure quella dei genitori del Maestro Barenboim, hanno vissuto le tragedie della seconda guerra mondiale e della Shoah. Ed è molto significativo che Lei, Maestro, (…) abbia voluto dar vita ad un progetto come quello della West-Eastern Divan Orchestra: un gruppo in cui suonano insieme musicisti israeliani, palestinesi e di altri Paesi arabi; persone di religione ebraica, musulmana e cristiana. I numerosi riconoscimenti di cui Lei e questa Orchestra siete stati insigniti dimostrano, al tempo stesso, l’eccellenza professionale e l’impegno etico e spirituale”.
“Queste due celeberrime Sinfonie – ha sottolineato il Papa – esprimono due aspetti della vita: il dramma e la pace, la lotta dell’uomo contro il destino avverso e l’immersione rasserenante nell’ambiente bucolico. (…) Il messaggio che vorrei trarne oggi è questo: per giungere alla pace bisogna impegnarsi, lasciando da parte la violenza e le armi, impegnarsi con la conversione personale e comunitaria, con il dialogo, con la paziente ricerca delle intese possibili”.
Nel ringraziare il Maestro Barenboim e i musicisti della West-Eastern Divan Orchestra, il Papa ha detto: “A ciascuno di loro l’augurio e la preghiera di continuare a seminare nel mondo la speranza della pace attraverso il linguaggio universale della musica”.
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