youth, you need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.
Queste le parole del ministro Fornero, in un’intervista rilasciata da un giornale di lingua inglese. E’ bastato che un giornalista traducesse in maniera un po’ traballante per far sì che si scatenasse la bagarre di insulti e l’edificazione di barricate verbali contro l’assalto ai “diritti costituzionali”. E moltissimi hanno abboccato senza preoccuparsi minimamente del reale significato delle parole del ministro che, utilizzando invece un inglese corretto si riferiva al “job”: in inglese infatti la parola italiana lavoro ha due principali equivalenti job e work.
Ecco una traduzione passabile: giovani, dovete sapere che un posto di lavoro (un’occupazione) non è qualcosa che vi viene dato per diritto ma qualcosa da conquistare, qualcosa per cui lottare duramente, per avere il quale essere disposti a fare sacrifici
In linea generale, job si riferisce al posto di lavoro o al rapporto d’impiego (specie se subordinato), mentre work indica l’attività lavorativa, il compito da svolgere, l’attività fisica o mentale richiesta per produrre qualcosa.
Il senso delle parole di Fornero non ha niente a che fare con il “contestato” attacco all’art. 1 della Costituzione Repubblicana, che invece deve essere sempre letto in correlazione con il 4. Così la Repubblica fondata sul lavoro viene esplicitata da La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Il che è cosa ben diversa dal diritto al posto!
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