di don Luca Peyron per www.iltesoro.org
I giovani soffrono, soffrono di non amore, di non ascolto. Soffrono di essere i protagonisti solo delle campagne elettorali o ecclesiali, ma di non essere mai soggetti di amore, solo oggetti di discussione e tavole rotonde.
La noia che ci circonda, l’apatia che ci addormenta è frutto di non amore, di mancanza di interesse verso l’altro. Ci illudiamo che costruire strutture in cui chiudere i nostri giovani sia la strada, ma così non c’è differenza tra un oratorio ed un carcere. Non è facendo un serraglio che si amano i giovani, non è dando quel che chiedono che li si ama sul serio.
Chi sei amico mio che nessuno più ascolta? Facciamo così, non sei un problema, sei una persona. Hai voglia di raccontarti un po’? Ti ascolto…
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Purtroppo la responsabilità più grande è di noi genitori.
Siamo noi che dobbiamo insegnare ai nostri figli, con l’esempio quando sono piccoli, con il dialogo quando inziano a crescere. Bisogna insegnare loro che è bello provare e sperimentare, non si nasce con le idee già chiare in testa; non bisogna avere paura dell’insuccesso, ma imparare da esso per migliorarci; non bisogna cercare le colpe, ma individuare gli errori e correggerli; bisogna ricordare che impariamo qualcosa anche da chi non ci piace o non è come noi.
La voglia di fare, le passioni, i sogni devono essere parte di noi. Lo diventano quando siamo curiosi verso la vita, verso gli altri; quando AMIAMO nell’accezione più ampia del termine, cioè quando troviamo qualcosa o qualcuno che accende una scintilla in noi.
Questo è quello che io ho imparato nel tempo e quello che cerco di trasmettere ai miei figli.
Rosanna