Cari ragazzi, il vescovo risponde ai giovani


Gli hanno risposto in migliaia e li ha voluti incontrare tutti: il primo incontro c’è stato lunedì 19 marzo, al Nestor a Frosinone, seguiranno gli appuntamenti di Veroli, Ceccano e Ferentino. Mons. Spreafico aveva scritto ai ragazzi una lettera all’inizio dell’anno, augurando loro un proficuo lavoro ed affrontando alcune questioni cruciali per la vita degli adolescenti: ha ricevuto tantissime risposte, tanto da rendere impossibile un contatto personale e suggerendo così la modalità dei convegni, con la possibilità ai ragazzi di porre liberamente domande al vescovo.

Augusto Cinelli, insegnante di religione al Liceo Turriziani ha così sintetizzato l’incontro di Frosinone

Il disagio giovanile, la violenza nella società, il rapporto tra giovani e religione, le difficoltà sulla fede, l’ateismo, l’impegno politico, il ruolo della Chiesa. Sono solo alcuni dei tanti argomenti trattati nelle domande dei circa 400 studenti delle scuole superiori di Frosinone alle quali ieri mattina (lunedì 19 marzo) il vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino monsignor Ambrogio Spreafico ha voluto rispondere in prima persona, in quella che lui stesso ha definito “una insolita assemblea studentesca”. Un botta e risposta sincero e pacato, all’insegna dell’ascolto e del rispetto reciproco, andato in scena presso il Cinemateatro Nestor per tre ore abbondanti, che ha costituito un momento davvero formativo di scambio, riflessione e confronto tra una delle personalità pubbliche più note del territorio e una folta rappresentanza di studenti tra i 14 e i 19 anni, accompagnati da alcuni loro insegnanti. “Sono molto contento di essere qui tra voi”, ha esordito il vescovo, “perché nella nostra società c’è molto bisogno di ascolto e dialogo, anche tra posizioni differenti”. E proprio l’obiettivo del dialogo con le nuove generazioni è quello che ha originato l’inedito incontro tra vescovo e studenti, voluto dallo stesso Spreafico a seguito delle centinaia di lettere dei giovani da lui ricevute nei mesi scorsi come risposta alla lettera che il vescovo aveva fatto recapitare a ciascun alunno all’ inizio anno scolastico. “Mi era impossibile rispondere a tutte le vostre domande”, ha spiegato il presule, “perciò ho pensato di incontrare almeno una rappresentanza di studenti nei grossi centri della diocesi”. Dunque, incalzato dagli interrogativi dei suoi interlocutori, monsignor Spreafico ha toccato molti temi, chiedendo a tutti di vivere “non per sé ma per gli altri”, di “costruire relazioni reali e non solo virtuali”, di non percorrere la via della violenza, che è un falso modo di affermare se stessi e di “difendere i più deboli della società”, tra cui le donne, i vecchi, i malati. Riguardo ai quesiti più direttamente concernenti la religione, il vescovo ha evidenziato “la grande umanità” che è spesso presente anche nella vita degli atei, affermando però che “oggi c’è bisogno di Dio perché l’uomo non resti appiattito nel puro materialismo” e perché si diffonda la “gratuità dell’amore”, che trova nell’insegnamento di Cristo un vertice insuperabile. Circa le critiche alla Chiesa Spreafico, riconoscendo la necessità di una sempre maggiore purificazione dei cristiani da tante incrostazioni, ha rimarcato il grande ruolo sociale della Chiesa stessa, spesso in prima linea nel sostegno ai poveri. E ha aggiunto: “La Chiesa è imperfetta, ma criticare non basta se poi ciascuno di noi non si mette in gioco per migliorare le cose”.  Così pure ha ribadito la necessità che i credenti si impegnino in politica, “perché cittadini come tutti” che devono tenere al bene comune. Le domande, intervallate da video ed esibizioni artistiche degli alunni, hanno toccato anche temi di bioetica, ruolo della scienza e crisi economica. In chiusura il vescovo  non ha rinunciato a rispondere a quesiti più strettamente personali, quali la sua vocazione sacerdotale e le sue difficoltà di vescovo (“mi dispiace molto non poter soddisfare le tante richieste di aiuto della gente”, ha confidato).  

Un dialogo a tutto campo, dunque, che a giudicare dall’attento ascolto dei ragazzi e dai loro sinceri applausi, ha ottenuto il non piccolo risultato di gettare un ponte tra giovani e Chiesa, nel doveroso rispetto della laicità e delle convinzioni personali. All’incontro, coordinato dall’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica, hanno preso parte studenti dalle scuole: Liceo artistico “Bragaglia”, Liceo classico “Turriziani”, Liceo scientifico “Severi”, Liceo psicopedagogico “Maccari”, Istituto d’Istruzione Superiore “Angeloni”, Itas, Itis “Volta”, Istituto tecnico commerciale “Da Vinci”, Istituto per Geometri “Brunelleschi” e Ipsia “Galilei”. 

qui le foto della bella mattinata ?za9nkfw4b8wlw


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