Prima di puntare il dito contro la scuola e di affrettare conclusioni senza neanche aver conosciuto il piccolo Federico, dovremmo pensare che questo dolce angelo non è stato “vittima della scuola”. Non strumentalizziamo questa tragedia per sparare a salve sugli insegnanti. Come ha scritto il rispettabilissimo prof. Alviti nella sua lettera a quest’innocente giovane, gliela abbiamo aperta tutti quella maledetta finestra. Considerare Federico “vittima della scuola” significa sminuire la sua intelligenza nonché sensibilità. Anche noi, suoi compagni di scuola, che non lo conoscevamo, potevamo fare qualcosa; regalargli un sorriso incrociandolo per i corridoi, che so, qualsiasi cosa che potesse offrirgli una ragione di vita. Gli abbiamo negato la luce della speranza. Mi sento colpevole anch’io. Abbiamo sbagliato tutti, grandi e piccoli. In un momento in cui le lacrime, i rimpianti, lo strazio per una giovane vita, volata via inaspettatamente, lacerano i nostri cuori, non esistono né insegnanti né educatori di nessun altro tipo, ma solo uomini che a volte sbagliano e, ne sono certa, trascineranno con sé a vita l’atroce fardello di questo tragico evento. Ho impressi nell’anima quegli angosciosi momenti, in cui eravamo tutti stretti nell’illusoria speranza che Federico sopravvivesse e, tra le tante cose, non potrò mai dimenticare il volto sconvolto e gli occhi provati dal pianto della mia prof. di lettere classiche che, mai come in quel momento, ha compreso quanto nell’ansia di “prepararci” a volte possa sfuggire il rumoroso silenzio di un 15enne perseguitato da terribili fantasmi; pensando a Federico, non potrò non provare il doloroso colpo al cuore provato dal suo prof. che, non riuscendo a fermarlo dal suo salto nel baratro della morte, si è condannato all’Inferno del rimorso eterno. Non dimenticherò mai il mio docente di italiano, sempre così imperturbabile, severo, composto che, durante il funerale, piangeva la perdita di quello studente che avrebbe voluto ancora correggere, rimproverare, elogiare e crescere per un lungo percorso. No. Non siamo vittime della scuola. Non è giusto che sia così. Siamo solo adolescenti dal cui mondo, per forza di cose, gli adulti sono lontani. Tentiamo di venirci incontro e di essere, perché no, anche meno critici verso tutti coloro per cui la tragica scomparsa di questa creatura dagli occhi blu è stata un vero e proprio fallimento.
Fede, sarà nei tuoi occhi color del cielo, che troveremo la forza di essere migliori. Spero tu abbia trovato tra gli angeli la felicità che questa vita ti ha negato. Addio piccolo.
Arianna
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Cara Arianna, le tue parole sono come un angoletto di fresca ombra dopo una giornata trascorsa sotto il sole cocente…è bello…e lenitivo sentirle pronunciate da una studentessa!
Grazie di cuore.
Cinzia “La prof”