Lettera a Federico


Caro Federico,
sono passati pochi giorni ma forse ti sarai già ambientato in quel nuovo campetto di calcio, dove i giocatori portano tutti un bel paio di ali: occhio in porta, facci fare bella figura!
Noi quaggiù facciamo ancora un po’ fatica.
In questi giorni ci hai fatto tanto pensare, ragionare, parlare e perfino discutere animatamente. Ci siamo abbracciati e consolati, confrontati e reciprocamente edificati. Insomma, hai alzato un maremoto…ma forse tu volevi proprio questo!
Bhè, ti abbiamo detto tante cose: ci siamo scusati per le nostre mancanze, ti abbiamo ringraziato per gli spunti di riflessione e condivisione che ci hai offerto; forse ci siamo anche un po’ arrabbiati con te, perché ci hai lasciati senza dire una parola e senza darci la possibilità di replicare.
Prima di tornare ai tuoi impegni – ne avrai tanti adesso, devi pensare e occuparti di tutti noi! – avremmo un piccolo favore da chiederti.
Appena hai cinque minuti di tempo, fai un salto quaggiù, a sussurrare in un orecchio a mamma, papà e Jacopo che non è colpa loro quello che è successo, che sono stati dei mega-genitori e un super fratello; vieni a dire ai tuoi compagni di classe, ai tuoi amici e a tutti i ragazzi che, arrivato lassù, ti sei accorto di aver fatto una grande stupidaggine, che tornando indietro non lo rifaresti mai e poi mai e che nessuno dovrà mai ripetere il tuo gesto, perché quello che si lascia è tanto, il dolore che si provoca è troppo…e non si può tornare indietro. Vieni a dire anche ai tuoi professori che non è stato un votaccio a farti fare quel salto ma altro e che dai tuoi bellissimi occhi di ghiaccio loro non avrebbero potuto capirlo.
Certo, appena hai un attimo, magari tra il primo e il secondo tempo della partita tra angeli bianchi e angeli azzurri…
Ti vogliamo dedicare ancora qualche giorno: poesie, lettere, canzoni…
Non ti dimenticheremo mai ma lunedì, sebbene con fatica, proveremo a tornare alle nostre vite, certo, cambiati fino al midollo…e questo grazie a te. E quando torneremo in classe a fare l’appello, alla chiamata di “Maglio Federico”, con un sorriso – che ti dedicheremo – e a gran voce, potremo rispondere in coro: “presente”!!!!
Ciao Fede!

Angela

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