“L’amor bollente e l’umor piccante: penne di scrittori, poeti, compositori e… pastai”, il Palio di Egidia, il giuramento dei Conti da Ceccano che riprendono possesso del castello, e poi 400 personaggi in costume; musici, ballerini, giocolieri, cardinali e principi, cavalieri e dame, guerrieri ed arcieri, stemmi, gonfaloni e giocolieri a rendere onore alla corte dei De Ceccano: oggi e domani la città rivivrà, in occasione dell’apertura del Castello dei Conti, quell’importante ruolo che per due secoli svolse nei territori di Campagna e di Marittima, capitale dell’omonima contea. Si parte alle 18.30 in piazza Mancini con il teatro dei burattini e artisti di strada. Alle 21.30 il Coro Polifonico e il complesso bandistico “Città di Ceccano” diretti rispettivamente dal Maestro Camillo Savone ed Adamo Bartolini, accompagneranno la cerimonia di inaugurazione con concerto definito come “un inno alla vita che unisce idealmente le frottole e i madrigali seicenteschi con alcuni stornelli e canti goliardici ciociari”. Il giorno successivo invece, per il quarto anno consecutivo, il corteo storico organizzato da Liceo Scientifico, Itc, direzione del I circolo e scuola media di Ceccano proietterà i presenti in una dimensione storica, il medioevo, ormai divenuta famosa per la città. Protagonista il cardinale Annibaldo IV che, di passaggio verso Napoli, si ferma presso la sua città natale e dona a suo fratello Tommaso II, signore di Ceccano nel 1350, lo stemma della città. Poi assisterà alla giostra dell’anello nella piazza d’armi del Castello, alle esibizioni degli sbandieratori, dei musici e dei ballerini e al termine riprenderà possesso del manufatto fortificato, con il giuramento del Conte e la musica di corte a cura dei cori Josquin De Pres, Polifonico di Villa Santo Stefano e Novi Cantores.
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