La Chiesa cattolica fa oggi, 19 ottobre, memoria di S. Paolo della Croce, che a Ceccano fondò una delle comunità più vive della Congregazione Passionista che a lui si ispira. Paolo Danei, così si chiamava, nacque in Ovada (AL) il 3 gennaio 1694 e morì in Roma il 18 ottobre 1775. Fu il primo dei sei figli su 15 nati che sopravvissero alla mortalità infantile. Alto circa m. 1.75, era di forte costituzione per cui nonostante gli attacchi di malaria, di reumatismi acuti, della sciatica, delle frequenti palpitazioni di cuore e di altre malattie dovute alle gravi penitenze e ai molti strapazzi affrontati per l’apostolato e per la fondazione della congregazione, giunse a quasi 82 anni di età, mentre la media della vita si aggirava allora sui 35/40 anni. Visse una parte importante della vita sul promontorio dell’Argentario (GR), che formava lo “Stato dei Presidi“, una piazzaforte militare di prim’ordine, contesa tra Spagnoli e Austriaci. Vide 4 guerre e spesso vi fu coinvolto, esercitandovi la sua eroica carità. Svolse il suo apostolato nel secolo dei “lumi“, che tanto osteggiò e limitò la vita della Chiesa, specialmente degli istituti religiosi. Nel 1713, sembra il 22 luglio, festa di s. Maria Maddalena, Paolo ascoltando un discorso del parroco fu talmente folgorato interiormente dalla grandezza, dall’amabilità di Dio da vedere in modo totalmente nuovo la sua vita. Nel 1717 ricevette la prima illuminazione circa la sua vocazione: si sentì interiormente spinto a ritirarsi in solitudine per fare «vita penitente con altissima povertà». Entro il 1718 ebbe un’altra illuminazione interiore di «radunar compagni per stare poi uniti assieme per promuovere nelle anime il santo timore di Dio». Nell’estate del 1720 ebbe l’illuminazione decisiva. Si vide interiormente vestito di un abito nero su cui spiccava un cuore col Nome di Gesù e l’indicazione della sua passione, mentre sopra il cuore era posta una croce. Nel suo slancio missionario arrivò a Ceccano il 13 gennaio del 1748, chiamato dal vescovo Borgia che gli aveva affidato un’antica abazia benedettina, costruita nel sec. XI. Trascorse la notte a Palazzo Angeletti, l’attuale sede comunale e poi, accompagnato da un grande corteo di popolo raggiunse la Badia di S. Maria del Corniano che da allora lega indissolubilmente la storia dei Passionisti a quella di Ceccano.

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