di Maurizio Cerroni
La città porta i segni della sua storia: segni naturali, come il percorso di un fiume, le colline e le montagne; angoli e vicoli del centro storico; antichi palazzi; castelli e campanili delle chiese. Poi ci sono i segni lasciati alle generazioni future per onorare e custodire la memoria.
La parola «monumento» deriva dal latino “monumentum”, a sua volta collegato al verbo “monere”, che significa «ammonire», «ricordare», «avvertire». Il monumento è, quindi, ciò che conserva e tramanda la memoria.
Questa fu la volontà dell’Amministrazione comunale di Ceccano che, nel 1996, decise di collocare una pietra artistica in uno spazio pubblico, per rendere onore a tutte le vittime del lavoro. Oggi, in occasione della 76″ Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Andrea Querqui, dalla presidente del Consiglio comunale, dottoressa Emanuela Piroli, e dall’assessore alla Cultura, Alessandro Ciotoli, insieme all’ANMIL provinciale e al suo presidente, Domenico Loffreda, rinnova questo doveroso ricordo a Ceccano. Ricorre, inoltre, il 30″ anniversario della posa del Monumento ai Martiri del Lavoro, nel piazzale Vittorio Bachelet.
Correva l’anno 1996. Nel mese di dicembre, il monumento, realizzato in marmo di Coreno, fu opera dell’artista Michele Thomas, nato ad Ausonia il 29 ottobre 1927 e scomparso nell’aprile del 2020. Pittore, restauratore e scultore, Thomas ha lasciato il suo testamento spirituale nel volume “Le pietre della memoria”. Preziosa fu la collaborazione della sezione staccata dell’ANMIL di Ceccano, diretta da Bartolomeo Celenza, detto Romeo. Un importante contributo venne anche dall’ex sindaco Aldo Papetti, responsabile dello SPI-CGIL di Ceccano. Ricordo ancora la giornata dell’inaugurazione: erano presenti numerosi cittadini e autorità locali, provinciali e regionali. Tra questi, il presidente provinciale dell’ANMIL di Frosinone negli anni Novanta, Raniero Belli; il compianto presidente dell’Amministrazione provinciale di Frosinone, Loreto Gentile; e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL.
Portarono il loro saluto il segretario regionale della CGIL Lazio, Bianchi, e il presidente nazionale dell’ANMIL, Piero Mercandelli. La benedizione venne impartita dal nostro indimenticabile arciprete, don Antonio Piroli.
Per molti anni, ogni Primo Maggio, grazie all’impegno dell’allora sindaco di Ceccano, Angelino Loffredi, il ricordo è stato mantenuto vivo con la deposizione di garofani ai piedi della stele e con gli interventi dei consiglieri comunali e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Desidero ricordare anche l’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale nel 2007, durante il mandato del sindaco Antonio Ciotoli. Accanto al monumento venne collocata una seconda stele di marmo, con i nomi dei cittadini di Ceccano caduti sul lavoro. I familiari furono coinvolti e onorati con la consegna di una pergamena e di una medaglia. Un’altra giornata commemorativa venne organizzata a Ceccano nel 2009, su iniziativa del Comune e del nostro indimenticabile assessore Salvatore Raoni, con la partecipazione della cantante Mariella Nava. L’ANMIL di Frosinone ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzazione della giornata d’inaugurazione del monumento, nel 1996. Anche oggi, la sua presenza, insieme a quella dell’Amministrazione comunale di Ceccano, testimonia l’importanza di custodire la memoria e di trasformarla in impegno civile.
Questa giornata deve rappresentare un segno e un monito affinché tutti, attraverso provvedimenti adeguati, controlli efficaci e investimenti nella prevenzione, contribuiamo a evitare gli infortuni e le morti sul lavoro.
In qualità di orfano di lavoratore deceduto sul lavoro vi ringrazio.
Maurizio Cerroni
Già sindaco di Ceccano


Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Rispondi