Dalle macerie di Santa Maria a Fiume rinacque un Santuario. Dalle macerie del nostro tempo possa rinascere una nuova volontà di pace. Così l’arcivescovo Marcianò si è rivolto con un messaggio ai tanti partecipanti alla Marcia della Pace a Ceccvano, domenioca 4 ottobre dalla Stazione ferroviaria al Santuario di S. Maria a fiume. Il vescovo ha scritto da Lourdes dove si trova: La vostra Marcia si conclude in un luogo che porta impressa nella propria storia la memoria drammatica della guerra; l’immagine della Vergine ritrovata intatta dopo il bombardamento che nell’ultima guerra ha distrutto la Chiesa, mi sembra una straordinaria icona di pace e di speranza. È Lei, la Vergine Maria, a ricordarci oggi che camminare per la pace significa assumersi una responsabilità. La pace non nasce soltanto nei palazzi della politica o nei grandi incontri internazionali: comincia nel cuore dell’uomo, nelle famiglie, nelle nostre comunità, nel modo in cui parliamo degli altri, nella capacità di perdonare, di ricominciare.
È proprio questo il messaggio che ci viene consegnato da san Francesco d’Assisi – continua mons. Marcianò – nell’anno in cui celebriamo gli ottocento anni dalla sua morte. S. Francesco non si limitò a parlare di pace: divenne un uomo pacificato e perciò capace di portare pace. Papa Leone XIV, proprio aprendo questo VIII Centenario, ha ricordato il saluto che Francesco consegnò ai suoi frati: «Il Signore ti dia pace». La pace, ci ricorda il Papa, è dono di Dio, ma è anche un dono che domanda di essere accolto e vissuto ogni giorno. Anche il Vangelo di questa domenica ci richiama ad un impegno concreto. Dio affida agli uomini la sua vigna e attende i frutti, ma la violenza dei vignaioli trasforma il dono ricevuto in possesso e l’altro in un nemico da eliminare, fino all’uccisione del Figlio. È la terribile logica di ogni guerra: ciò che ci è stato affidato come dono diventa qualcosa da possedere contro gli altri. Il Signore, invece, continua a domandarci frutti. E tra i frutti che oggi il mondo attende dai cristiani vi è certamente la pace: una pace costruita nella verità, nella giustizia, nel perdono, nel dialogo e nella riconciliazione.
Mentre voi camminate per le strade di Ceccano – conclude l’arcivescovo – io vi accompagno spiritualmente da Lourdes. Davanti alla Vergine di Massabielle ricorderò anche voi. E vorrei idealmente unire la Madonna di Lourdes alla Madonna di Santa Maria a Fiume: due immagini di Maria che ci indicano Cristo e ci chiedono di non arrenderci mai alla violenza, all’odio e alla guerra. Dalle macerie di Santa Maria a Fiume rinacque un Santuario. Dalle macerie del nostro tempo possa rinascere una nuova volontà di pace. Il Signore benedica Ceccano, le nostre comunità, i popoli feriti dalla guerra e tutti coloro che, spesso nel silenzio, continuano ostinatamente a costruire la pace.

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