Nel quarantesimo anniversario dell’incidente di Chernobyl e nel quindicesimo di quello di Fukushima l‘Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone ha organizzato per sabato 3 ottobre, presso l’Auditorium diocesano di Frosinone, una giornata di confronto per riflettere sul rapporto tra radiazioni ionizzanti e tiroide, tema che ha segnato profondamente la ricerca scientifica e la pratica clinica degli ultimi anni. L’impegno è, in forza delle ricerche e degli studi svolti negli ultimi anni, andare oltre la comprovata correlazione tra le radiazioni ed il carcinoma tiroideo e capire cosa possa interferire ulteriormente.
L’incidente di Chernobyl, oltre a richiamare l’attenzione dei radio-protezionisti sulla radiosensibilità della tiroide, ha indubbiamente mostrato come anche l’irradiazione interna possa avere una responsabilità nella comparsa di tumori nella tiroide.
Le esperienze maturate in seguito ai due noti incidenti nucleari, hanno evidenziato come le conseguenze sanitarie non si esauriscano nell’immediatezza dell’evento, ma si protraggano nel tempo, richiedendo un attento monitoraggio epidemiologico. Secondo gli organizzatori Massimo Virgili, consigliere scientifico AIRM (Associazione Italiana di Radioprotezione Medica) e Luca Revelli, primario endocrinologo del policlinico gemelli, la giornata di studio ha l’obiettivo di fornire le conoscenze più aggiornate nel campo della radioprotezione della tiroide sia in condizioni normali che di emergenza, oltre ad un aggiornamento nella gestione della patologia nodulare tiroidea.

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