Il paradosso delle banche: fuggono da Frosinone, mentre crescono i depositi bancari pur in un contesto di estrema diminuzione dei redditi, dipendenti sotto pressione per raggiungere obiettivi irrealizzabili. E’ la sintesi della situazione del sistema bancario in provincia di Frosinone in un dossier predisposto dal sindacato Unisin. Alessio Starace ci fornisce qualche dato: gli sportelli bancari sul territorio erano 204 nel 2015. In dieci anni si sono quasi dimezzati, scendendo a 126 con ben 78 filiali chiuse nella provincia di Frosinone. I dipendenti sono passati da 1202 a 869. 10 anni fa, 61 comuni della provincia vantavano uno sportello bancario. Oggi sono scesi a 40. Ed ecco il paradosso: nonostante la contrazione i depositi bancari sono passati da 8 a 10 miliardi, mentre i prestiti sono rimasti sotto i 6 miliardi. Questo vuol dire che i cittadini della provincia di Frosinone versano alle banche soldi che soltanto nel 60% vengono investiti di nuovo sul territorio. Gli altri fuggono via. Le banche raccolgono nel frusinate ma investono altrove. I prestitio infatti sono scesi dal 70% a poco più del 50. E gran parte di questo credito non è dato per investimenti ma per consumo: auto, viaggi, vacanze. L’analisi del sindacato riguarda anche i diversi comuni. Ceccano, ad esempio, in 10 anni ha perso la metà dei suoi sportelli bancari: nel 2025 ha versato 115 milioni in banca ma il territorio ne ha avuti in prestiti soltanto 90.

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