Sarà il prezzo dei carburanti, sarà la tecnologia della pedalata assistita ma aumentano a vista d’occhio gli utilizzatori delle biciclette come mezzo di trasporto, invece che come attrezzo sportivo. E questo anche nel nostro territorio, dove ha sempre dominato l’affermazione: la nostra non è una zona per biciclette, troppe salite e discese, resa ormai obsoleta dalla pedalata assistita. Eppure la provincia di Frosinone brilla nelle statistiche per la mancanza quasi totale di viabilità dedicata alle biciclette, non soltanto per le piste ciclabili vere e proprie, ma anche per le corsie riservate lungo le strade. La bicicletta può essere per molte persone una soluzione intelligente ed economica per gli spostamenti brevi della vita quotidiana, gli spostamenti di prossimità nel raggio di qualche chilometro, ma, se si vuole favorire questa silenziosa rivoluzione ecologica, c’è bisogno di una rivoluzione politica che cominci a scalfire il mito culturale dell’auto. Ciò che accade ogni mattina di fronte alle nostre scuole mostra come l’automobile venga utilizzata anche per spostamenti assolutamente brevi, che potrebbero essere percorsi con modalità più intelligenti ed ecco qui il ruolo della politica: marciapiedi, corsie per le bici, limitazioni per le auto. La tendenza è chiara le bici aumenteranno ma se non ci saranno gli spazi adatti saliranno anche gli incidenti. Nei giorni scorsi è stato pubblicato uno studio dell’Osservatorio Audimob di Isfort “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, presentate durante la prima giornata di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. Secondo lo studio, il 23,8% degli italiani ha dichiarato di voler diminuire l’uso dell’auto, contro il 12,9% che vorrebbe aumentarlo. Per il trasporto pubblico il 36,3% vorrebbe aumentarne l’utilizzo, a fronte del 9% che vorrebbe ridurlo, mentre per la bicicletta il 38,2% vorrebbe utilizzarla di più.La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità – sottolinea il direttore della ricerca di Isfort Carlo Carminucci -. Il desiderio di cambiare non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Occorre creare le condizioni perché la disponibilità espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete”.

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